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Venerdì 17 Marzo 2017 - Non ci sono ancora commenti

VERSO MOLFETTA - LUPA LECCE. PAROLA A SIRENA: "POSSIAMO BATTERE CHIUNQUE SE GIOCHIAMO DA LUPA"

Tre, due, uno, suono dell’ultima sirena e tutti negli spogliatoi. Tutti tranne uno: Stefano Sirena. All’epilogo di ogni match la forte guardia della Lupa Lecce inizia il suo lavoro defaticante. Un vero e proprio rituale. Si allunga, distende i muscoli e si estrania dal contesto del dopo gara per cominciare immediatamente la certosina fase di recupero. Solo successivamente raggiunge il resto della truppa per fare gruppo insieme ai suoi compagni. Una cura dei dettagli maniacale dentro e fuori dal parquet che gli hanno permesso di giocare ad alti livelli per dieci anni di fila nonostante i 27 anni ancora da compiere. Atletismo, prestanza fisica, agilità, coordinazione e testa. Se a queste si aggiungono gli ottimi mezzi tecnici e la capacità di essere utile e determinante in tutte le zone del campo, ecco che siamo difronte ad un giocatore universale per questa squadra. In estate la Lupa si è messa ai nastri di partenza da super favorita con le tre bocche da fuoco marchiate dai nomi di Manuele Mocavero, Michele Colella e Antonio Caloia. Certezze di uno scacchiere in cui Sirena, si è ritagliato un ruolo da primo attore ristabilendo gerarchie a furia di prestazioni superbe. La squadra dei big-three è diventato in poco tempo la formazione dei magnifici quattro. Senza nulla togliere al resto di un signor roster che ha consentito a Bray rotazioni e cambi di primissimo livello. Ma torniamo al buon Sirena. Fortemente voluto da coach Bray (che lo ha avuto tra le sue file a Mola di Bari) e dal presidente Perniola, il brindisino classe ’90 si è caricato la squadra sulle spalle nei momenti critici di partite complicate, sfoderando performance che hanno infiammato gli spalti del PalaVentura e non solo. Penetrazioni fulminee e scatti, difesa furente e doppia velocità rispetto agli altri in ambedue le fasi di gioco. In alcune partite si è avuta quasi la percezione di assistere alle gesta di un giocatore capace di sovvertire le leggi della fisica. 40 minuti giocati spesso a tutto gas da una parte all’altra del campo, rimbalzi strappati dalle mani di avversari di oltre due metri, tiri forzati a bersaglio dopo aver portato a spasso pallone e difese. E' sempre quello con l'11 sulle spalle indicano dagli spalti. Ok, fino ad oggi l’inossidabile Stefano Sirena è certamente l’uomo copertina di questa Lupa insieme a capitan Mocavero. Però tra poche ore è già tempo di tornare sul parquet e dare un senso importante alla vittoria ottenuta contro Invicta Brindisi in occasione della prima gara della Seconda Fase. I lupi giocheranno sul campo del Molfetta domenica 19 marzo con palla a due alle ore 19.00. “Affronteremo il Molfetta che in casa propria è spinto da un grande pubblico e che proverà a metterci in difficoltà – spiega Sirena -. E’ vero. Loro sono stati sconfitti da Invicta che noi abbiamo battuto pochi giorni fa, ma ogni gara è una storia a sé e chiunque può battere chiunque. Loro sono una società che alle spalle ha una grande tradizione. Il loro giocatore più forte è certamente Maggi, ma dovremmo prestare molta attenzione a tutti gli elementi che scenderanno in campo. Se noi giocheremo con umiltà e concentrazione porteremo a casa la vittoria. Ho cambiato 15 squadre nella mia carriera? Si, ho girato tanto e credo di aver giocato in tutte le squadre con ottima continuità. Cerco sempre di curare l’alimentazione e sono molto meticoloso negli allenamenti per dare il mio contributo alla squadra. O in Serie D o in Serie B il mio approccio non cambia, mi comporto sempre da professionista perchè questo è il mio lavoro. L’anno prossimo voglio giocare in C con questi colori”.

di PAOLO CONTE